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Quando l’arte incontra la tecnologia

MANI: Una meravigliosa realizzazione in stampa 3D con resine Fun To Do di Simone Nencini.  

Alla scoperta di un Maker con la M maiuscola

  Simone Nencini è una di quelle persone con cui sentiamo una profonda affinità, per il background che ci accomuna. Ci ritroviamo nella sua esperienza di artigiano digitale che ama studiare e sperimentare con la tecnologia mettendoci le mani in prima persona.
Perito informatico, con una buona competenza in elettronica, inizia ad esplorare il mondo della stampa 3D agli albori di questa nuova era, acquistando nel lontano 2012 una prima stampante 3D a filamento Makerbot Replicator 2 dagli Stati Uniti.
Con il tempo acquisisce conoscenze sui materiali utilizzabili e sulle modifiche necessarie a rendere una stampante 3D consumer abbastanza affidabile da poter essere usata per un uso professionale. In seguito, realizza da zero una sua stampante 3D a filamento di grandi dimensioni che chiama 3DBigMama, con piano di stampa 610x640x520 mm., per la prototipazione di sedute in scala 1:1. La macchina viene utilizzata quasi 24h/24h senza grossi problemi. Per il suo lavoro di service di stampa indipendente si dota di altre stampanti 3D a filamento, tutte naturalmente modificate nel sia a livello hardware che firmware per realizzare prototipi, oggetti finiti e serie per “produzioni ponte”.

La stampa 3D a resina di grande formato by Simone Nencini

L’ultima fatica di Simone è stata la creazione di una stampante 3D a resina di grande formato: la DLPMama con piano Top-down (proiezione dall’alto come le nostre storiche stampanti 3D Lumipocket e LumiForge, ma meno portatili!) e volume di stampa di 270x150x500mm. Proprio con questa sua macchina, usando la resina Fun To Do Industrial Blend Unpigmented, che come materiale per la sua versatilità, robustezza e tempi di polimerizzazione veloci, ha realizzato l’opera che ha voluto condividere con noi: Mani.

  Il modello è stato preparato alla stampa a partire da scansioni ad alta risoluzione fornitegli dal cliente stesso: una galleria d’arte francese.

 I file sono stati modificati, svuotando i modelli e generando uno spessore delle pareti di 4 mm, per evitare deformazioni della resina durante la stampa 3D. Le mani sono state stampate contemporaneamente con risoluzione Z di 100 micron, in circa 19 ore.  La parte bassa è stata forata per permettere la fuoriuscita di resina e acqua una volta finita la stampa. 

 E qui sta il trucco! La resina utilizzata, Fun To Do Industrial Unpigmented, galleggia infatti su circa 100 litri di soluzione salina, in questo modo è possibile stampare in 3D grandi oggetti con soli 2-3 litri di resina nel recipiente.

 Una volta stampate, le mani sono state lavate per 2-3 minuti in alcool isopropilico (IPA) ed esposte a lampade UV per il tempo necessario al curing finale. Infine sono state verniciate con spray acrilico nel colore richiesto.

 DLP Mama e resina fun to do ib, il connubio perfetto

L’utilizzo della resina Fun To Do Industrial Blend sulla mastodontica stampante 3D DLPMama è una scelta precisa dettata dalle caratteristiche di questo tipo di stampa 3D

Simone spiega infatti che, nella stampa in Top Down di grande formato è fondamentale che la resina:

  • sia molto reattiva, cioè abbia tempi di curing (solidificazione del singolo strato del modello) veloci,

  • abbia la piú bassa viscosità possibile. Poichè il tempo di stampa di ogni strato non è dato solo dal tempo di curing (di cui sopra), ma va sommato al tempo di discesa e salita del piano, seguito dal tempo di attesa per il livellamento della resina. Più liquida è la resina più diminuiranno i tempi di stampa. La viscosità diminuisce anche con la temperatura, quindi la stampa 3D avviene a temperatura di 45 gradi, in cui solo la resina viene riscaldata, mentre la soluzione salina rimane fredda.

  • possibilmente sia incolore, per evitare la caduta del pigmento pesante nello strato di acqua sottostante

Fun To Do IB Unpigmented risponde egregiamente a queste esigenze. “Ho provato diverse resine anche molto costose” ci racconta Simone, “ma la FunToDo è l’unica a non avere problemi di curing con normali proiettori DLP e inoltre ha dei tempi di curing che permettono di stampare molto velocemente oggetti di grandi dimensioni. Per fare un esempio”, aggiunge, “avrei potuto stampare le Mani a risoluzione di 200 micron in 4-5 ore forzando sul tempo di curing”.

Un progetto interessante e ben realizzato, grazie a Simone Nencini per averlo condiviso con noi!

Altre realizzazioni di Simone Nencini con la sua stampante 3D DLPBig Mama e Resina Fun To Do Industrial Blend Unpigmented.

Manuela Pipino